Torcicollo

Il torcicollo è una contrazione anomala ed involontaria dei muscoli cervicali che causa la comparsa di dolore acuto, rigidità del collo e delle spalle, talvolta anche mal di testa.

Può essere provocato da una postura errata, da un processo infiammatorio, da uno sbalzo di temperatura, da uno sforzo muscolare o da un brusco movimento e a volte da uno stato d'ansia che provoca tensione dei muscoli del collo.

Per alleviare questo problema si può ricorrere ad applicazioni calde e a massaggi adeguati o intervenire con farmaci antinfiammatori in gel, crema o pomata. Ovviamente anche il riposo aiuta a risolvere più velocemente il torcicollo.

Se il torcicollo è dovuto a posture errate si deve tenere presente che è bene stare seduti alla scrivania in  modo da avere la muscolatura rilassata appoggiando il tronco allo schienale e variando frequentemente la posizione.

VEDI ANCHE : L'IMPORTANZA DELLA POSTURA

 

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Forza fisica femminile e maschile

   
 

Buona regola è fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana, dando cioè la possibilità al sistema uomo di recuperare. L’attività fisica fa parte anche di una moda, cioè il culto della propria persona sotto un profilo puramente estetico, senza valutare troppo l’aspetto preventivo e terapeutico della stessa. L’argomento che andrò ad affrontare riguarda la valutazione delle diverse capacità di allenamento fra donna e uomo, legate a situazioni fisiologiche proprie del sistema stesso.

In età precedente alla pubertà, le forze muscolari femminili e maschili praticamente si equivalgono:  la pubertà segna la zona di divaricazione fra i due sessi. Durante l’adolescenza  le proporzioni dello scheletro si modificano. Nei maschi si avrà un maggiore allargamento delle spalle  ed un minore allargamento del bacino, con notevole vantaggio meccanico e sulla massa muscolare, concorrendo allo sviluppo della forza muscolare stessa  a carico dell’arto superiore. Nella femmina invece ci sarà un maggiore sviluppo del bacino. Questo elemento determina un aumento del valgismo  (aumento dell’angolo interno dell’articolazione) a livello di articolazione del ginocchio, che può rendere più difficoltose le accosciate nella figura femminile.

La muscolatura scheletrica volontaria, che costituisce la massa magra dell’individuo,  è costituita da una parte tendinea ed una parte carnosa. In quella carnosa vi è la presenza di fibre, che sono l’elemento costitutivo del muscolo. Queste fibre si dividono in fibre rosse e fibre bianche. Le prime si chiamano così perché sono altamente vascolarizzate, ricevendo  un notevole apporto di sangue, sono anche ricche in quantitativo di ossigeno e metaboliti, quindi hanno una notevole resistenza all’affaticamento. Sono innervate da strutture nervose che inviano stimoli costanti e continui. Sono definite fibre rosse o lente.

Le fibre bianche o veloci, sono più spesse e tendono ad affaticarsi più rapidamente.

In linea di massima il quantitativo in un individuo di fibre rosse o bianche è uguale, anche se in realtà nella donna c’è percentualmente una minore quantità di fibre bianche. Gli studi hanno riscontrato che non sono emerse differenze molto elevate fra la percentuale di tipi di fibre, ma sulla loro area, chiaramente al fine  funzionale è da non sottovalutare.

Sino ai 12 anni circa, femmine e maschi non hanno grosse differenze, né sul piano fisico, né su quello legato alla forza muscolare. Dopo questa età la forza muscolare maschile continua ad aumentare, sino a raggiungere un 35-40% in più di quella femminile.  Ciò  è dovuto  ad una differenza fra la quantità di  massa magra e massa grassa (adipe) fra i due sessi, con prevalenza di massa grassa nel sesso femminile. La produzione degli ormoni sessuali, porta ad una diversità che influenza in modo significativo i livelli prestativi. Interessante sottolineare che intercorre  differenza fra maschio e femmina  e fra la forza dell’arto superiore ed inferiore. Percentualmente, la differenza fra forza dell’arto superiore  ed inferiore in maschi ed in femmine è minore; questo è legato al fatto che l’arto inferiore è sempre attivo nella postura e nella deambulazione e risente molto meno della sedentarietà degli arti superiori. Anche le caratteristiche antropometriche della femmina, secondo alcuni studiosi, potrebbero essere svantaggiose sulla forza muscolare, come ad esempio la minor larghezza delle spalle.

Gli stessi ormoni sessuali, nel maschio o nella femmina influenzano il trofismo (condizioni nutrizionali) del muscolo. Il testosterone, ormone maschile (nella donna costituisce il 10% circa della quantità prodotta dal maschio) ha effetto su entrambe le fibre, mentre gli ormoni femminili, in particolar modo gli estrogeni, possono influenzare la capacità di carico dell’articolazione, influenzando la capacità tensiva dei legamenti e dai tendini. Gli estrogeni aumentano, in maniera transitoria, la lassità legamentosa, che può essere responsabile di una maggiore incidenza di infortuni. Studi hanno rilevato che nei legamenti, ci sono sistemi (recettori) per tale ormone. Nella fase di calo estrogenico, dopo l’ovulazione si è riscontrato che può aumentare la forza e diminuire la capacità di rilassamento.

Caratteristica evidenziata già da tempo è la capacità da parte del sesso femminile di sopportare, rispetto all’uomo,  la fatica alla stessa percentuale di carico. La donna è più resistente dell’uomo quando viene impiegata una percentuale di lavoro basso e tende a diminuire, quando l’intensità aumenta. La donna ha una minore riduzione di forza in una contrazione mantenuta nel tempo. Alcuni studi suggeriscono che questa situazione sia legata al fatto che le donne hanno una maggiore irrorazione muscolare, rispetto agli uomini, in situazioni di intensità basse e quindi le stesse possano ricorrere a sistema aerobico.

Questi sono alcuni degli aspetti che si sono approfonditi in questo articolo, si può quindi  concludere dicendo che le differenze delle caratteristiche della forza nelle donne  rispetto agli uomini, sono molto limitate, comunque per chi segue gli allenamenti agonistici o dilettantistici, andrebbero ben conosciute per evitare possibili traumi. Si ricorda quindi che la donna ha minore capacità di esplosività nella forza, che può essere danneggiante nei confronti degli arti inferiori, soprattutto nel ginocchio, come abbiamo visto prima. Quindi, sotto  quest’aspetto si dovrebbe provvedere ad un allenamento graduale a qualsiasi età. Da sottolineare che l’allenamento della forza in età perimenopausale e menopausale  può essere un buon sistema di prevenzione per la tendenza all’osteoporosi.

 

Dr.ssa Monica Viotto

 
   
 

 

 

Distorsioni, lussazioni e strappi muscolari

Le distorsioni, le lussazioni e gli strappi muscolari possono verificarsi in seguito a cadute o movimenti sbagliati.

La distorsione è una lesione della capsula e dei legamenti, a volte  con lacerazione, ma senza rottura; provoca una fuoriuscita di sangue nella sede articolare per cui si verifica gonfiore e tumefazione. Ci può essere anche dolore intenso e il movimento è bloccato.

Interessa di solito la caviglia, il ginocchio e il polso, è favorita da un tono muscolare insufficiente  ed è provocata da un movimento brusco che sposta l"articolazione portando i capi articolari al di là dei limiti fisiologici.
E" più frequente negli adulti che nei bambini.

In caso di distorsione bisogna mettere l"arto in posizione sollevata, applicare una borsa del ghiaccio e rivolgersi al medico, anche per escludere la presenza di fratture.

Quando la perdita di contatto dei due capi è permanente si parla di lussazione; questa  è frequente a livello della spalla e comporta la fuoriuscita della testa dell"omero dalla cavità in cui è alloggiato (cavità glenoide). Comporta lacerazioni più o meno gravi della capsula articolare e dei legamenti. Il dolore può essere più o meno intenso e aumenta tentando il movimento.

Può essere causata da un trauma a livello di uno dei due capi articolari o a distanza, con un meccanismo in cui l"arto agisce da leva. La lussazione può essere associata a frattura.
Può interessare il gomito, il collo del piede o il ginocchio.

Si deve intervenire sollevando l"arto e applicando un impacco freddo.
Ci si deve sempre rivolgere a un medico tempestivamente per evitare complicazioni.

Lo strappo muscolare è la rottura di fibre del  muscolo per eccessiva sollecitazione: torsione violenta, sforzo eccessivo, stiramento.

Il dolore tende ad aumentare con il passare delle ore e limita il movimento; si possono anche verificare gonfiore ed ematoma.

Se ad essere colpito è un arto, questo va sollevato e mantenuto fermo, si deve applicare una borsa del ghiaccio.
Il medico darà le indicazioni necessarie su eventuali terapie.

Per prevenire gli strappi muscolari è bene effettuare sempre un buon riscaldamento prima dell"attività fisica.

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

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Le patologie del viaggiatore

Sempre più persone, provenienti da paesi industrializzati, ogni anno viaggiano, per lavoro o per svago, dirigendosi verso paesi in via di sviluppo, nei quali, per condizioni climatiche o deficit igienici e sanitari, sussiste un forte rischio di contrarre malattie infettive.

Il sito Il giro del mondo , curato dall’ospedale Amedeo di Savoia dell’ Asl To2 intende promuovere e divulgare la sicurezza e la salute durante i viaggi internazionali e sottolineare l’importanza di raccogliere informazioni personalizzate.

Vediamo di seguito informazioni di carattere generale su alcune delle patologie più diffuse, aventi scopo puramente divulgativo, che andranno opportunamente e doverosamente integrate con le notizie ufficiali e valutate, caso per caso, con il proprio medico curante.

Prima di partire consultate il sito: "Viaggiare sicuri" per essere informati sulla situazione sanitaria nei vari paesi del mondo e sulle regole per partire

 

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Alzheimer

Il morbo di Alzheimer provoca la distruzione progressiva  delle cellule cerebrali con conseguente demenza degenerativa. Si manifesta solitamente in tarda età, ma l’età media ultimamente si è abbassata.

Si stima (dati World Alzheimer Report) che nel mondo ci siano più di trenta milioni di persone affette da questa patologia. Il numero di ammalati è proporzionale al numero di anziani e quindi maggiore nei paesi più sviluppati.

Il morbo di Alzheimer è causato dal deposito extraneuronale di un peptide anomalo con conseguente formazione di placche che danneggiano irreversibilmente i neuroni. Inoltre all’interno degli stessi e soprattutto a livello dell’ippocampo (l’area deputata  ad apprendimento e memorizzazione) si accumula una proteina in ammassi neurofibrillari.

I sintomi sono deficit cognitivo e amnesia progressiva. Il primo riguarda inizialmente sporadici fatti quotidiani, poi con il passare del tempo si manifesta con perdita della memoria riguardante fatti della vita passata e conoscenze acquisite.

Resta piuttosto integra l’esecuzione automatica di azioni abituali.

La salute resta quindi compromessa, ma se non sopravvengono complicanze la sopravvivenza può essere abbastanza lunga.

Per ora non esistono terapie mirate, ma si può tentare di rallentare il processo degenerativo agendo su alcuni di quelli che sembrano essere i meccanismi responsabili di questa patologia.

La prevenzione può essere basata su alcuni comportamenti atti a ridurre i fattori di rischio:

  • tenere sotto controllo peso, pressione, glicemia e colesterolo
  • fare attività fisica
  • mantenere il cervello allenato ad attività mnemoniche e di concentrazione
  • curare di avere rapporti sociali adeguati e frequenti
  • evitare le cadute e quindi danni cerebrali
  • assumere meno sostanze grasse e più sostanze antiossidanti
  • evitare il fumo, l’alcol e le droghe di qualsiasi tipo
  • Prevenire malattie cardiache, ipertensione, diabete e ictus è anche di prioritaria importanza in quanto possibili fattori favorenti il morbo di Alzheimer

 

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