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Alitosi e medicina naturale

     
 

Alitosi deriva dal latino "halitus" e dalla terminazione greca "osis"; letteralmente: respiro malato. In realtà il termine viene usato comunemente in maniera più ampia intendendo genericamente un alito sgradevole. La sensazione di "alito sgradevole" può essere soggettiva, quando è avvertita solo dal paziente. In tal caso non è una alitosi in senso stretto e può riconoscere anche una causa psichica, neurologica o può essere secondaria all'uso di farmaci. E' possibile anche la situazione opposta: l'alitosi non viene avvertita dal paziente. Gusto ed odorato sono strettamente correlati: una disosmia (turbe dell'odorato) può provocare una alitosi soggettiva, così come una disgeusia (turbe del gusto) può rendere l'alitosi solo oggettiva, cioè, non avvertita dal paziente.

L'alitosi è un disturbo molto comune, oggetto di numerosi messaggi pubblicitari tanto che Everett in una inchiesta condotta ormai decenni fa, riscontrò che negli USA era presente una spesa annua di circa 250 milioni di dollari per combatterla.

Il sintoma nasce dalla combinazione dell'aria espirata con composti maleodoranti provenienti dai diversi tratti dell'apparato respiratorio o dai primi tratti del tubo digerente.

Vi sono alcune situazioni in cui un certo grado di alitosi è una evenienza fisiologica:

  • Durante il sonno: il flusso di saliva si arresta, per cui si ha una putrefazione delle cellule epiteliali esfoliate dalla lingua, dalle fauci e di altri residui, eventualmente anche alimentari. Tale fenomeno scompare prontamente al risveglio con la ripresa della salivazione normale o con l'igiene orale mattutina.

  • Alcuni cibi (aglio, cipolle, alcool) contengono sostanze volatili che vengono assorbite dalla parete intestinale e successivamente escrete con i polmoni.

  • Il fumo: modifica l'ambiente orale e svolge un ruolo locale sulle mucose orali.

Ma al di là delle situazioni fisiologiche, spesso l'alitosi è un sintomo di una problematica più seria. Si calcola che circa il 70% delle alitosi siano conseguenza di malattie del cavo orale. Lesioni flogistiche delle fauci, delle gengive e dei denti rappresentano la causa più comune. In particolare la placca e/o la carie dentaria, periodontiti e stomatiti sono alla base di tale disturbo. Il sintoma è costante qualora vi sia una flogosi con processo suppurativo. Infine, non sono da trascurare, le neoplasie del cavo orale che, ulcerate, sono spesso sede di processi flogistici-suppurativi con conseguente alitosi. Da qui il consiglio, mai troppo ribadito, di una visita dal dentista almeno una volta all'anno.

Inoltre qualsiasi processo interessante l'albero respiratorio con flogosi e purulentazione può provocare alitosi. Pertanto sinusiti, con scolo in faringe di materiale muco-purulento, tonsilliti, adenoiditi, angine ulcero-necrotiche, ascessi tonsillari, riniti e rinofaringiti croniche ( anche su base allergica e/o vasomotoria), rinoscleroma (processo granulomatoso cronico ipertrofico di origine infettiva), neoplasie faringo-laringee con sovra infezione batterica, possono accompagnarsi a spiccata alitosi. Anche processi flogistici dei bronchi e del parenchima polmonare (bronchi ectasie, ascessi polmonari) e neoplasie polmonari ascessualizzate possono essere all'origine di una alitosi.

Passando all'apparato digerente, il diverticolo di Zenker può provocare una alitosi intermittente: presente quando il diverticolo è repleto di residui, assente dopo lo svuotamento. L'alito cattivo è un sintomo frequente anche nei diverticoli esofagei medi ed inferiori, nell'ernia jatale, nel ristagno gastrico da stenosi pilorica e nelle neoplasie. Vi è infine la possibilità che l'alitosi sia legata ad eruttazioni e/o rigurgiti di materiale di ristagno.

Da tempo è noto che una cattiva digestione o cattive abitudini alimentari provochino alitosi. In realtà non vi sono dimostrazioni certe né cause accertate; si ipotizza che per mal digestione o per cattive abitudini alimentari o per discinesie motorie-secretive derivino in duodeno dai lipidi alimentari acidi grassi volatili. Tali sostanze sarebbero assorbite dalla parete e poi eliminate con il respiro. Anche nella colon stasi, l'alitosi è ascritta ad acidi grassi volatili. La controprova è che una dieta povera di grassi corregge l'alitosi nella maggioranza dei casi.

Vi sono alcune malattie in cui il quadro clinico comprende una alitosi a carattere quasi patognomico: è il caso dell'uremia (alito urinoso), della grave insufficienza epatica (odore di urina di topo - foetor hepaticus), della chetoacidosi diabetica (odore dolce di frutta).

Per una corretta terapia non si può prescindere da una corretta diagnosi e da una valutazione del sintoma nel complesso del quadro clinico. Importante, quindi, innanzitutto definire il carattere soggettivo e oggettivo del sintoma, la durata e l'associazione con altre turbe orali, respiratorie o digestive che possono orientare sulla sua patogenesi.

In presenza di alitosi poi non dovrebbe mai essere tralasciato un accurato esame obiettivo del cavo orale e delle prime vie aeree respiratorie, ricordando come una patologia neoplastica faringea possa esordire proprio con questa caratteristica. In questo senso è importante una palpazione delle guance e dei pilastri faringei che permette di apprezzare anche piccole aree di infiltrazione e non va tralasciata una ispezione alle coane nasali, all'ipofaringe e alla laringe. Motivo per cui odontoiatra e otorinolaringoiatra sono gli specialisti di riferimento in prima battuta per il problema.

Assodato che serve sempre un controllo medico per stabilire la causa, la medicina naturale può venire in soccorso ricordando che le "bevande verdi" sono uno dei migliori modi per combattere l'alito cattivo. La clorofilla è la prima scelta: 1 cucchiaio in mezzo bicchiere di acqua un paio di volte al giorno è senza dubbio uno dei rimedi migliori. Molto importante è l'assunzione di fibre (laddove non esistano controindicazioni per patologie intestinali in atto) che devono sempre essere assunte in momenti diversi dall'assunzione di vitamine o di farmaci per non alterarne l'assorbimento. E la vitamina C è importantissima per la guarigione delle malattie della bocca o delle gengive e per prevenire il sanguinamento gengivale. Inoltre è un buon disintossicante: libera l'organismo dagli eccessi di muco e dalle tossine che possono essere causa di alito cattivo, da associare sempre alla vitamina A più betacarotene se presenti infezioni del cavo orale.

Mirra, menta piperita, rosmarino e salvia rimangono i pilastri per spazzolare i denti e per gli sciacqui del cavo orale.

Spazzolare i denti e la lingua dopo ogni pasto, cambiando spazzolino almeno una volta al mese per prevenire l'accumulo di batteri sono altre ottime mosse preventive.

Dr. Angelo Carli

 
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