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Punture di animali marini

Animali marini molto comuni quali i coralli, i ricci, le meduse, le attinie (comunemente dette anemoni di mare) e i pesci ragno sono tra i più pericolosi in quanto possono causare con i loro aculei o con gli uncini, detti nematocisti, punture molto fastidiose con formazione di un ponfo (rigonfiamento), prurito e bruciore.
A volte, in soggetti predisposti, i sintomi sono rappresentati anche da nausea, spossatezza, mal di testa e lacrimazione.

Quando si avvistano delle meduse per evitare di essere colpiti dai filamenti urticanti può essere utile nuotare avendo alle spalle l'ombrello degli animali, in modo da evitare i filamenti. La più pericolosa nei nostri mari è la "Pelagia noctiluca" che possiede un ombrello del diametro di circa 15 cm. di colore rosa-arancio. Ha quattro filamenti urticanti lunghi fino a 4 metri per cui è facile essere colpiti prima di avvistarla. Nel caso di punture di medusa bisogna uscire subito dall'acqua ed evitare di grattarsi e di sfregare la zona colpita.
Un'altra specie, più diffusa e meno urticante è la "Rhizostoma pulmo" che non ha filamenti per cui è più facile da evitare.

Se si vedono delle tracine o degli scorfani, basta non molestarli e muoversi lentamente: la tracina si sposta per non farsi calpestare!
Sono due specie mimetiche: la tracina si nasconde nella sabbia dei fondali, ma si può individuare grazie alla sua pinna nera, lo scorfano vive tra gli scogli.
Iniettano un veleno  poco pericoloso, ma che provoca dolore intenso e può dare anche malessere generale: si deve immergere la zona colpita in acqua molto calda (a 45°C circa)  per 30-90 minuti perché il caldo distrugge il veleno  (si tratta infatti di una sostanza termolabile), rimuovere eventuali spine con delle pinzette, pulire bene la ferita con acqua  e infine si deve ricorrere al medico che interverrà con una profilassi antitetanica e una terapia antibiotica.

Questi accorgimenti sono validi anche in caso di punture di razze.

I ricci devono essere evitati facendo attenzione a non appoggiarvi sopra mani o piedi.
Due sono le specie che vivono nei nostri mari: il "Paracentrotus lividus" e l'"Arbacia lixula", il primo di colore scuro, il secondo nero.
In caso si venga a contatto con gli aculei occorre estrarli con una pinzetta.

Le attinie non danno grandi problemi se non alle persone allergiche, ma è meglio non avvicinarsi. L'"Anemonia sulcata" è verde iridescente con la parte finale dei tentacoli di colore lilla e vive in poca acqua tra le scogliere.

Le razze e le torpedini sono raramente presenti nei nostri mari, ma comunque da evitare.

Occorre subito lavare la parte colpita con acqua di mare, quindi disinfettare ed estrarre l'aculeo se è rimasto nella cute.
Se sono presenti sintomi gravi, come quelli sopra descritti, bisogna subito rivolgersi ad un medico. Altrimenti è sufficiente applicare una pomata cortisonica e, in caso di dolore, somministrare un antidolorifico. Non usare limone o ammoniaca.
Per evitare di incorrere in questi problemi si deve fare molta attenzione a dove ci si appoggia con le mani o i piedi muovendosi nell'acqua.

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

 

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