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L"osservazione e l"autopalpazione del seno

     
 

Ogni donna dovrebbe imparare a conoscere il proprio seno fin da ragazza, iniziando a compiere l’autopalpazione con costanza più o meno a partire dai 18 anni. In questo modo acquisterà la capacità di accorgersi per prima di qualsiasi piccola anomalia da sottoporre per tempo al giudizio del medico.

L’autoesame andrebbe eseguito ogni mese, pochi giorni dopo l’inizio delle mestruazioni ( il quinto o il sesto giorno) oppure dopo la loro cessazione, sia perché il seno è meno teso e dolente, sia perché nel periodo premestruale è possibile che sia presente una maggiore modularità che può indurre a inutili allarmismi.

Durante l’allattamento tale procedura andrà effettuata a seno completamente svuotato del latte.

Dopo la menopausa questi accorgimenti non sono più necessari, basterà stabilire un giorno particolare del mese ed eseguire l’esame sempre lo stesso giorno, tutti i mesi.

Se si sta seguendo una terapia ormonale è invece opportuno domandare al proprio medico quale sia il momento più indicato per l’autopalpazione mensile.

Prima di procedere all’autopalpazione è opportuno porsi in piedi davanti ad uno specchio e osservare attentamente le mammelle. Va osservato in particolare qualunque cambiamento relativo a dimensione, forma,contorno, direzione del capezzolo,presenza di secrezioni sierose e di contrazioni dei capezzoli; aspetto o colore o gonfiore o retrazione delle pelle dei due seni;presenza di qualsiasi tipo di nodulo, molle o duro; presenza di un gonfiore del braccio; presenza di un ingrossamento dei linfonodi ascellari.

Questo controllo va ripetuto almeno 3 volte in posizioni diverse, di fronte e di lato:

  • Con le braccia rilasciate lungo i fianchi, di fronte e di lato;
  • Con le braccia sollevate o incrociate dietro la schiena;
  • Con le mani appoggiate con forza alla vita, mettendo in tensione i muscoli pettorali.

L’autopalpazione comporta una serie di piccoli massaggi circolari da eseguire con i polpastrelli delle 3 dita centrali ( i polpastrelli sono molto più sensibili della punta delle dita). I movimenti risulteranno facilitati se stenderete sul seno una lozione per il corpo.

  1. Ponete la mano destra sul seno sinistro, al di sopra del capezzolo, e lasciate ricadere lungo il fianco il braccio sinistro. Comprimete la mammella leggermente all’inizio, e poi un po’ più decisamente, in modo che se c’è qualcosa in profondità non vi sfugga. Muovete i polpastrelli in senso orario e palpate tutta la regione superiore del seno. Ripetete questi movimenti ai lati e sotto il seno ( se avete un seno voluminoso sostenetelo con l’altra mano) , sempre muovendo le dita a cerchi concentrici, e spostandovi sempre lentamente, dalla base della mammella verso il capezzolo. Una volta esaminato il seno sinistro, compresa l’areola mammaria, ripetete l’operazione sull’altro seno, con la mano sinistra sul seno destro, lasciando ricadere lungo il fianco il braccio destro.
  2. Alzate ora il braccio sinistro sopra la testa ed esaminate il seno sinistro con la mano destra,esercitando sempre una pressione circolare. Ripetete l’operazione sul seno destro.
  3. Sdraiatevi ora sulla schiena, con un cuscino o un asciugamano ripiegato sotto la spalla del lato da esaminare. Mettete la mano destra sotto la nuca affinchè il seno destro risulti ben disteso e possa essere esaminato a fondo con i polpastrelli delle dita. Eseguite con la mano sinistra alcuni piccoli movimenti circolari sul seno destro, dall’esterno verso il capezzolo. Ripetete la stessa operazione sul seno sinistro, dopo aver spostato il cuscino sotto la spalla sinistra.
  4. Terminata la palpazione, spremete il capezzolo delicatamente per verificare se fuoriescono secrezioni.
  5. Per individuare l’eventuale presenza di linfonodi ingrossati, controllate anche le zone comprese tra il seno e l’ascella e l’interno del cavo ascellare. Abbassando alternativamente prima un braccio e poi l’altro, sempre usando i polpastrelli, cercate eventuali gonfiori o indurimenti.

Ripetete lo stesso controllo, questa volta alzando alternativamente prima un braccio e poi l’altro per esaminare con cura il cavo ascellare. Usate lo stesso sistema per esaminare l’area al di sopra della clavicola, un’altra zona dove possono trovarsi linfonodi.

Dopo le prime volte sarà più facile riconoscere se il proprio seno è normale o se invece ci sono dei cambiamenti anche molto piccoli. A questo punto è bene ricordare che il tessuto mammario ha una consistenza particolare, finemente nodulare o granulare, che varia da donna a donna.

Le costole che si trovano sotto il seno possono,per esempio in caso di scoliosi, risultare leggermente sporgenti e quindi essere avvertite sotto le dita: niente paura, non si tratta di noduli!

 

Ricordiamo che la differenza più importante tra noduli benigni e noduli maligni è che i primi aumentano di volume mantenendo però la loro struttura, i secondi, infiltrandosi durante la fase di sviluppo nei tessuti circostanti, assumono un aspetto sempre più irregolare. I segni che devono mettere in stato di allerta sono pertanto la compattezza, la durezza e la mancanza di contorni ben delineati del nodulo.

Per la diagnosi precoce del tumore mammario,l’autopalpazione e la visita specialistica senologica sono strumenti fondamentali.  Scoprire in tempo la presenza di una malattia tumorale significa garantirsi maggiori probabilità di guarigione.

Uno schema valido per la prevenzione del cancro al seno può essere il seguente:

-       Dai 25 ai 40 anni: visita senologica + ecografia ogni anno

-       A 40 anni: prima mammografia

-       Dai 40 ai 50 anni: visita senologica+ mammografia ogni due anni

-       Dopo i 50 anni: visita senologica + mammografia + ecografia ogni anno

 Dr. Angelo Carli

 
 

 
     

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