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Sindrome di Smith-Lemli-Opitz: come si manifesta?

 

 

Durante la gravidanza sono molte le domande e i dubbi che riguardano le condizioni di salute del nascituro. Per trovare delle risposte, ancora prima del concepimento, i futuri genitori possono sottoporsi a un test genetico preconcepimento con il quale conoscere in anticipo il rischio di trasmissione di malattie genetiche recessive alla prole. Un esempio di queste malattie è la sindrome di Smith-Lemli-Opitz, anche nota come sindrome SLO.

Questa sindrome prende i nomi dai dottori Smith, Lemli e Opitz, che la descrissero per la prima volta nel 1964 1. È una patologia genetica che si trasmette per via autosomica recessiva, vale a dire che avere una copia alterata del gene non comporta sintomatologia. Le cose cambiano se di copie ne vengono ereditate due, in questo caso il soggetto mostra i sintomi della malattia. La sindrome di Smith-Lemli-Opitz è diffusa soprattutto nell'Europa centrale e in quella del Nord, ed è una patologia rara, poiché colpisce circa 1 persona ogni 20.000/40.0002.

La sindrome SLO insorge di solito alla nascita, sebbene alcune forme più lievi possano presentarsi nell’infanzia o in età adulta. È una patologia metabolica in cui il colesterolo viene sintetizzato in quantità ridotta, ed è provocata dall’alterazione del gene DHCR7, responsabile di una produzione minore dell’enzima 7DHC-reduttasi. Questo enzima si occupa della conversione del 7-deidrocolesterolo (7DHC) in colesterolo. I soggetti con SLO hanno livelli sierici di colesterolo più bassi e più alti di 7DHC (precursore del colesterolo). Le funzioni del colesterolo sono sia strutturali che metaboliche: è un elemento delle membrane cellulari (compresa la guaina mielinica), ha un ruolo nella sintesi degli ormoni steroidei come testosterone e cortisolo, nella sintesi della vitamina D e nella sintesi degli acidi biliari 1.

La sintomatologia della sindrome SLO coinvolge sia la parte cognitiva che la parte fisica del soggetto, il quale mostrerà: anomalie del comportamento tendenti all’autismo, ritardo cognitivo e nella crescita, iperattività, comportamento autolesionista, disturbi del sonno, microcefalia, mento piccolo, palatoschisi o ugola bifida, narici anteverse, sindattilia del secondo e terzo dito del piede, criptorchidismo 2,3. Nei casi più gravi, il soggetto presenta malformazioni cerebrali, cardiache, polmonari e gastrointestinali 1. Per quanto riguarda l’aspettativa di vita, dipende da quanto sono gravi i sintomi. Alcuni pazienti arrivano all'età adulta 2.

La diagnosi si basa sulla verifica dei livelli di 7DHC nel siero e nei tessuti, e la conferma arriva con l'analisi molecolare 1,2,3. Per trattare la sindrome SLO, occorre fornire un supplemento di colesterolo, assumendo pertanto cibi che ne contengono in gran quantità, come il tuorlo d’uovo. Ma questa soluzione non elimina purtroppo eventuali rischi da accumulo di 7DHC, che può causare danni 1,2. Per di più il colesterolo non riesce a passare attraverso la barriera emato-encefalica e ad arrivare al sistema nervoso centrale (SNC). Per questo si sta sperimentando una terapia che combina l'integrazione di colesterolo con la simvastatina, la quale, oltre a raggiungere anche il SNC, evita che il 7DHC si depositi in eccesso 1,2.

Eseguire un test genetico preconcepimento è una decisione molto importante che aiuta a conoscere il proprio rischio riproduttivo, ed è consigliato a tutte le coppie, dato l’elevato numero di patologie genetiche esistenti e potenzialmente trasmissibili. Il test preconcepimento Igea è un test di ultima generazione che permette di conoscere il rischio di trasmettere alla prole eventuali patologie genetiche recessive.

Per maggiori informazioni: www.sorgentegenetica.it

A cura di Ufficio Stampa Sorgente Genetica

Fonti:
1. https://www.nature.com/articles/ejhg200810
2. https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?Lng=IT&Expert=818
3. http://www.ospedalebambinogesu.it/la-sindrome-di-smith-lemli-opitz#.XPJn-4gzbIU

 

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