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Staminali cordonali e impiego nei trapianti

 

Le cellule staminali cordonali sono state identificate per la prima volta negli anni ‘80, e sono dunque più di 30 anni che sono utilizzate per applicazioni in medicina rigenerativa e trapianti. Tali cellule sono dotate di un grande potenziale terapeutico e possono essere impiegate nel trattamento di diverse patologie. Per questo motivo, la conservazione del cordone rappresenta una scelta importante che una coppia deve intraprendere in maniera consapevole.
Le cellule staminali possono essere classificate in staminali embrionali, del cordone ombelicale e adulte, in base alla loro sede. Le cellule staminali embrionali si trovano solo nell’embrione, come denota il nome, e il loro utilizzo in medicina rigenerativa è più complesso e dibattuto.
Dal punto di vista clinico, il sangue del cordone è una fonte estremamente ricca di staminali. Queste ultime sono in grado di differenziarsi in cellule di diversi tessuti, così da poter essere impiegate nel trattamento di una serie di malattie genetiche, tumori ematologici e malattie immunitarie. Per fare in modo che tali cellule possano effettivamente essere usate in clinica, il sangue del cordone deve essere prelevato in maniera appropriata da personale preparato e deve essere manipolato con estrema prudenza in tutte le fasi, così da evitare possibili contaminazioni.

Terminata la fase di raccolta del sangue cordonale, il campione viene inviato a una biobanca dove verrà crioconservato. Studi scientifici hanno dimostrato che staminali cordonali crioconservate per oltre 24 anni mantengono inalterate le capacità proliferativa e differenziativa 1. La crioconservazione del campione avviene dopo aver purificato la frazione nucleata del sangue (ovvero quella contenete cellule, tra cui le staminali) e aggiungendo un agente crioprotettivo che permette di evitare uno shock osmotico durante il congelamento.

L’impiego terapeutico più comune delle staminali cordonali è il trapianto ematopoietico, che viene effettuato a scopo terapeutico in tumori ematologici. In questi casi, le cellule del cordone mostrano alcuni vantaggi rispetto alle staminali prelevate da midollo osseo. Tali vantaggi sono dovuti alla “immaturità’” immunologica delle staminali cordonali, che le rende più sicure contro i rigetti. Sebbene le staminali cordonali siano usate soprattutto per il trattamento di malattie ematologiche, data la loro capacità rigenerativa e immunomodulatoria, sono già impiegate nel trattamento di malattie di tipo diverso. Alcune ricerche stanno valutando l’utilizzo delle staminali cordonali per il trattamento della paralisi cerebrale infantile, del diabete di tipo 1 e 2, delle patologie autoimmuni, dell’autismo 2, 3. Inoltre, ricerche mediche hanno messo in evidenza che il trapianto di staminali potrebbe portare a miglioramenti neurologici nei pazienti affetti da adrenoleucodistrofia, malattia genetica legata al cromosoma X che colpisce il sistema nervoso centrale e le ghiandole surrenali. 4

I trapianti di staminali possono essere effettuati anche utilizzando il sangue cordonale di un donatore aploidentico, ovvero con istocompatibilità al 50% con il ricevente. Il 100% di compatibilità tra paziente e donatore si ha solo quando sono la stessa persona (trapianto autologo) e in alcuni rari casi anche se il donatore è eterologo. Conservando privatamente le staminali cordonali il donatore stesso potrà usarle in caso di necessità, ma potrà donarle anche a fratelli o genitori in caso di bisogno e questi potrebbero essere compatibili anche al 100%.

A dispetto delle numerose e incoraggianti ricerche, ad oggi in Italia il 95% dei cordoni ombelicali viene buttato al momento della nascita. I genitori che aspettano un figlio dovrebbero avere tutti gli strumenti necessari per prendere una decisione in merito ben prima del momento della nascita, unico momento in cui è possibile raccogliere e conservare il cordone e le staminali in esso contenute.

Per maggiori informazioni sulla raccolta e conservazione del cordone visita www.sorgente.com

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Fonti:
1. Broxmeyer, H.E. et al. Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117:4773- 4777.
2. Effect of Autologous Cord Blood Infusion on Motor Function and Brain Connectivity in Young Children with Cerebral Palsy: A Randomized, Placebo-Controlled Trial. Sun J. et al, 2017. Stem cells Translational Medicine: Dec, 6 (12): 2017-1078
3. Haller MJ, Wasserfall CH, Hulme MA, Cintron M, Brusko TM, McGrail KM, et al. Autologous umbilical cord blood transfusion in young children with type 1 diabetes fails to preserve C-peptide. Diabetes Care. 2011;34:2567–9.
4. Miller WP, Rothman SM, Nascene D, Kivisto T, DeFor TE, Ziegler RS, et al. Outcomes after allogeneic hematopoietic cell transplantation for childhood cerebral adrenoleukodystrophy: the largest singleinstitution cohort report. Blood. 2011;118:1971–8

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