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Raccolta cellule staminali: a cosa serve una biobanca?

     
   
     
 

Le cellule staminali sono dotate di un grande potere terapeutico. Aumentano le ricerche e gli studi sull'impiego di tali cellule per implementare nuove terapie per patologie oggi incurabili. La raccolta cellule staminali del cordone è molto importante, poiché grazie ad esse, come riconosciuto dal Ministero della Salute con Decreto 18 novembre 2008 1, è possibile trattare oltre 80 malattie.

Le biobanche si occupano della conservazione del sangue prelevato dal cordone ombelicale.
Ma cosa sono nello specifico? E come avviene la procedura di conservazione delle staminali?

Le biobanche crioconservano per anni campioni biologici umani (come il sangue cordonale che contiene staminali) e tali campioni possono essere utilizzati in caso di necessità.

Per conservare correttamente i campioni, una biobanca deve rispettare standard di qualità molto rigorosi, e rispettare le procedure che garantiscono l'utilizzabilità del campione per il trapianto.

Il campione di sangue cordonale ombelicale, appena giunto presso la biobanca, subisce alcuni passaggi necessari affinché sia conservato nel modo corretto. Il campione, per prima cosa, viene portato presso il laboratorio di ricezione, dove la sacca che contiene il sangue cordonale prelevato, viene registrata nel database della biobanca (tramite codice a barre), e si registrano quindi anche il nome del donatore, il volume e la data di arrivo.

In seguito, il campione viene consegnato al laboratorio di ematologia, il quale si preoccuperà di accertare la qualità del sangue eseguendo un test su una piccola parte del campione. Lo scopo è di verificare la presenza di malattie infettive (epatite B, C), accertare il gruppo sanguigno del bimbo, e il conteggio delle cellule nucleate (staminali comprese).

Completate le analisi, il sangue è inserito in una sacca adibita alla crioconservazione nella quale è stata inserita anche una sostanza che protegge le cellule dal congelamento. La crioconservazione avviene dentro appositi biocontainers mediante l’uso di azoto, il più delle volte in forma gassosa. La temperatura viene fatta scendere fino al raggiungimento di -196° C.

È stato accertato scientificamente che un campione di cellule staminali di sangue cordonale può essere crioconservato per più di 24 anni, e le capacità di proliferazione e di differenziazione delle staminali rimangono inalterate 2.

Per maggiori informazioni sulla conservazione delle staminali del cordone: www.sorgente.com 

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Fonti:

1. Decreto ministeriale 18 novembre 2009
2. Broxmeyer, H.E. et al. Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117:4773-4777.

 

 
     
 

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