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Come funziona la diagnosi del tumore alle ovaie

     
     
     

Ogni giorno in Italia si diagnosticano circa 1.000 nuovi casi di neoplasia maligna 1. Queste colpiscono uomini e donne di ogni fascia d’età.
I sintomi del tumore alle ovaie sono poco evidenti, specie quando la malattia è ancora nelle prime fasi. Ciò rende difficile diagnosticarlo precocemente, rendendo i trattamenti più complicati e meno efficaci. Anche per questo motivo, il cancro alle ovaie è detto il “killer silente”. È una delle prime cinque cause di morte oncologica tra le donne sotto i 69 anni ed è una delle neoplasie più diffuse tra la popolazione femminile 1.
Le ovaie sono le due gonadi femminili, ovvero le ghiandole sessuali. Misurano 2-4 cm, a seconda dell’età e della fase del ciclo, e hanno la forma di una mandorla 2. Ogni ovaio è composto da una regione midollare, posta al centro, e una corticale, più esterna. Il loro compito è produrre la cellula uovo – o ovocita – e secernere estrogeni e progesterone, gli ormoni sessuali femminili 2.

La regione corticale è la zona in cui si trovano i follicoli oofori, responsabili per la produzione degli ormoni 3. I follicoli sono all’interno di uno stroma di tessuto connettivo, molto ricco di cellule. Il compito dello stroma è regolare i cambiamenti morfologici dei follicoli durante il ciclo ovarico. La regione midollare dell’ovaio, invece, è costituita da un altro tipo di tessuto connettivo. Questo contiene fibrocellule muscolari lisce e fibre elastiche 3.

Si parla di tumore alle ovaie quando le cellule che costituiscono le gonadi iniziano a riprodursi senza controllo. A seconda di dove si sviluppa il fenomeno, cambia anche il tipo di tumore. L’incidenza delle diverse tipologie cambia a seconda dell’età della donna.

• Tumori stromali. Hanno origine nel tessuto che sostiene l’ovaio.
• Tumori germinali. Hanno origine nelle cellule che producono gli ovuli.
• Tumori epiteliali. Hanno origine dalle cellule che costituiscono il rivestimento delle ovaie. È la tipologia più frequente: ben il 94% dei tumori alle ovaie sono tumori epiteliali 4.

Sono disponibili diversi strumenti per la diagnosi del tumore alle ovaie. I più semplici sono l’esame pelvico e la visita ginecologica. Il ginecologo palpa l’addome e controlla le dimensioni delle ovaie, prendendo in considerazione anche la fase del ciclo e l’età della paziente. Ecco perché visite ginecologiche periodiche sono un ottimo strumento di prevenzione contro questa neoplasia tanto pericolosa.
Il ginecologo può effettuare un’ecografia transaddominale o transvaginale, in modo da analizzare l’organo più nel dettaglio. In combinazione con l’ecografia transvaginale, è disponibile anche il dosaggio del CA 125. Si tratta di un importante marcatore tumorale: alti livelli di CA 125 sono di solito indice di un tumore 4. In caso di bisogno, il ginecologo può prescrivere una TAC addominale, un clisma opaco con bario o una risonanza magnetica.

Tutti gli esami di cui sopra sono essenziali sia per la prevenzione sia per il trattamento del tumore alle ovaie. Da una parte permettono di diagnosticare precocemente il tumore, così da agire il prima possibile. Dall’altra, aiutano a verificare quanto il tumore è esteso e se si sono formate delle metastasi4.
Uno dei principali fattori di rischio del tumore alle ovaie è la presenza di mutazioni sui geni BRCA. Le alterazioni dei geni BRCA 1 e 2 sono responsabili di molti casi sia di tumore al seno sia di cancro all’ovaio. Sopra i 70 anni, le alterazioni sui geni BRCA provocano un rischio di cancro alle ovaie del 20-60%. La trasmissione ereditaria di geni BRCA mutati è causa del 10% dei casi di tumore ovarico 5.

Verificare un’eventuale predisposizione genetica aiuta ad agire in maniera tempestiva e mirata in caso di tumore. A questo scopo esistono test di screening genetici specifici, come il Test Sorgente BRCA. Basta un prelievo di sangue per rilevare eventuali alterazioni a carico di BRCA1 e BRCA2. Il ginecologo saprà dare consigli mirati riguardo predisposizione genetica ed esami da effettuare.


Scopri di più sul test di screening genetico per la rilevazione della mutazioni ai geni BRCA su www.brcasorgente.it

A cura di Ufficio Stampa  Sorgente Genetica


Fonti:
1. I numeri del cancro – edizione 2017
2. Professione TSRM – Norme e conoscenze essenziali, a cura di Lucio Olivetti; Springer-Verlag, 2013
3. Anatomia dell’uomo, a cura di P. Castano, G. Ambrosi; edi-ermes; seconda edizione.
4. www.airc.it
5. Cancro dell’ovaio ¬ Guide Esmo/AFC, a cura dell’Anticancer Fund e della European Society for
Medical Oncology, ed. 2014

 

 
     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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