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Partorire in acqua: tanti i benefici. E arriva WaterBirth, la prima app dedicata

     
   
     

Il parto in acqua è probabilmente il più naturale che possa esistere perché l’acqua è l’elemento più importante della nostra vita, considerato che il nostro corpo ne è costituito per il 60-70 per cento. E non è affatto casuale che la nostra vita cominci proprio immersi nel liquido amniotico, che ci protegge dall’inizio della gravidanza fino alla nascita.

Da alcuni anni, sono molte le strutture ospedaliere che offrono la possibilità del parto in acqua e i vantaggi sono molteplici. La condizione però è una: non devono esserci complicanze.
Si entra in vasca nel momento in cui il travaglio è ben avviato, cioè quando il collo dell’utero si è completamente modificato ed è iniziata la fase dilatativa. Le contrazioni devono essere regolari e intense. In pratica, quando si è in travaglio attivo.
L’effetto sarà immediato: i muscoli si rilassano e l’organismo produce endorfine, sostanze naturali ad effetto anestetizzante e miorilassante: il dolore quindi diminuisce. Altri vantaggi sono la riduzione dei tempi del travaglio e delle episiotomie. E anche i neonati ne trarranno beneficio. Passano dal liquido amniotico all’acqua della vasca, la temperatura è la stessa e quindi vengono al mondo in maniera meno traumatica.

In Italia, questa metodologia di parto è sempre più apprezzata, anche se le percentuali sono molto distanti da quelle di altri Paesi, come il Regno Unito e il Nord Europa, dove si arriva anche all'80 per cento di donne che scelgono di partorire in una vasca.
Oggi per tutte loro, ma anche per medici e ostetriche arriva il supporto di una nuova tecnologia. WaterBirth è un'app iOS realizzata da Pharma Mum Italia, la prima al mondo dedicata al parto in acqua. Attraverso uno smartwatch, la gestante che si appresta a partorire in acqua può registrare l'inizio e la fine di ogni contrazione, indicandone anche l'intensità (alta, media o bassa).

Allo stesso tempo, il personale medico e ostetrico può verificare sullo smartphone la frequenza, la durata e l'intensità delle contrazioni della donna direttamente dalla vasca e, al contempo, tenere sotto controllo la sua frequenza cardiaca, pure rilevata dallo smartwatch. Grazie alla app è inoltre possibile avere una media delle contrazioni in diversi archi temporali (ultimi 30 minuti, ultima ora, ultime 12 o 24 ore).

La gestante quindi non ha alcun motivo di uscire dalla vasca e può continuare a godersi questa esperienza, beneficiando dei vantaggi che comporta. Fino a questo momento infatti non era possibile valutare l'intensità del dolore durante il parto in acqua. WaterBirth invece permette all'ostetrica e al ginecologo di monitorare passo passo le varie fasi del parto, verificando intensità e frequenza delle contrazioni e battito cardiaco. Uno studio con WaterBirth ha permesso di evidenziare come la frequenza cardiaca della donna che partorisce in acqua sia più basso rispetto a chi ha un parto normale.

La app è un esempio di come Pharma Mum Italia sia attenta alla tecnologia in ogni aspetto. E per saperne di più si può visitare il sito www.pharmamum.it

A cura di Ufficio Stampa  Sorgente Genetica

 
 
     
 

 

 

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