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Stress

In questi ultimi anni lo stress è diventato oggetto di frequenti analisi ed il termine è ormai di uso comune.
Ci sentiamo stressati per molti motivi, che vanno dai banali problemi quotidiani agli eventi dolorosi della vita.

Lo stress si ripercuote nell'organismo provocando l'insorgenza di patologie più o meno gravi.
Viene definito in molti modi: uno stimolo nocivo interno o esterno che esercita un'influenza intensa e prolungata nel tempo; l'insieme delle reazioni fisiologiche e psicologiche ad eventi e situazioni negative che turbano l'equilibrio interno dell'organismo.

E' stato anche introdotto il concetto di "reazione di allarme" considerando lo stress in termini di stimolazione e sostenendo l'esistenza di un "livello critico" oltre il quale i meccanismi di compensazione fisiologici non sono più sufficienti.

Si possono distinguere due tipi di stress: stress acuto, episodio isolato e limitato nel tempo, e stress cronico, di lunga durata. Quest'ultimo comprende forme intermittenti, che si verificano a intervalli più o meno regolari, con episodi di breve durata, e  forme croniche propriamente dette, legate a situazioni durature nel tempo e spesso poco gestibili.

Gli "stressor" sono gli agenti stressanti e possono essere di varia natura e gravità, concreti o astratti.
Vanno dal matrimonio al divorzio, dal lutto alla malattia, dai cambiamenti climatici alle calamità naturali.

La risposta di adattamento è caratterizzata da tre fasi: fase di allarme, in cui si verificano modificazioni biochimiche; fase di resistenza, con un'organizzazione funzionale di difesa; fase di esaurimento, con collassamento delle difese ed impossibilità di ulteriore adattamento.

Queste fasi di adattamento sono anche indicate come GAS: sindrome generale di adattamento.

Si può vedere che in pratica l'organismo alterna periodi di recupero delle energie per ristabilire l'equilibrio ad altri di dispendio energetico.

Lo stress è una reazione adattativa e fisiologica agli stimoli, non solo dannosi, con cui veniamo a contatto; è quindi una reazione di importanza vitale che diventa nociva solo quando gli stimoli hanno intensità troppo forte e si protraggono per lungo tempo.

Molti sono i sintomi patologici dovuti allo stress: emicrania e cefalea, disturbi dermatologici (orticaria, dermatite, prurito), asma bronchiale (caratterizzata da broncospasmo), disturbi cardiocircolatori.

La persistenza dell'attivazione fisiologica dipende dalle caratteristiche degli "stressor", dai meccanismi di difesa adottati dall'individuo ( che dipendono dalla sua personalità e dalle esperienze passate), da parametri biologici.

Se gli stimoli non persistono la reazione scompare,mentre permane  se l'attivazione emozionale è cronica.
Le terapie e le tecniche di intervento devono tener conto della reversibilità delle modificazioni fisiologiche indotte dallo stress.

Gli interventi possono essere mirati agli stimoli o alla risposta.
I primi tendono a modificare gli stimoli stessi, rimovendo le cause dello stress, agendo quindi sui conflitti, sui problemi e sulla crisi, ma spesso di prolungano troppo nel tempo.

La psicoanalisi e le terapie psicoanalitiche sono esempi di terapie mirate agli stimoli.

Se non è possibile ricorrere a questo tipo di rimedi si deve intervenire sulle risposte; lo si può fare con la terapia farmacologica, il rilassamento, il controllo volontario.

I farmaci impiegati possono essere ansiolitici, antidepressivi, stimolanti.

Il rilassamento è una terapia attiva con cui il paziente gestisce le variabili fisiologiche correlate agli stati d'ansia.

Il controllo volontario invece consente al paziente di gestire certe funzioni vegetative che normalmente si pensa non siano soggette al controllo volontario.
Questo viene reso possibile con l'adozione di apparecchiature in grado di fornire al paziente un segnale acustico o visivo corrispondente al parametro fisiologico da modificare, in modo che possa attivamente intervenire in base ai risultati.

Si può quindi concludere sostenendo che grazie allo studio dello stress, dei suoi aspetti psicologici e fisiologici  e delle metodologie di intervento basate sulla psicofisiologia delle emozioni e il controllo volontario delle reazioni viscerali si potrà controllare sempre di più il proprio corpo e le sue reazioni per impedire lo sviluppo dei precursori della malattia o una remissione dei sintomi patologici.

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

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