Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere la newsletter di Farmalem

Login utente

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine
Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.
Home

Approfondimenti

Piccola bibliografia introduttiva sulla Medicina Naturale...qualche consiglio di lettura

     
 

In considerazione del crescente interesse verso le medicine non convenzionali e grazie al fatto che molte persone mi hanno chiesto consigli su qualche testo da leggere per avvicinarsi o per approfondire i vari aspetti della materia, senza pretesa di completezza o di scientificità mi approccio ad elencarvi alcuni dei testi di riferimento di mia conoscenza, che ho personalmente trovato interessanti e che a mio sommesso parere garantiscono una seria trattazione dei vari argomenti.

Per una presentazione del mondo delle Medicine non Convenzionali (MNC) il testo " Le medicine non convenzionali-Storia, problemi e prospettive di integrazione" , di Giarelli, Roberti di Sarsina e Silvestrini presenta un quadro dello stato dell'arte delle MNC ricco e variegato, con l'analisi sia sociologica del fenomeno che la presentazione delle varie discipline. Edito da Franco Angeli, isbn 9788846484598.

Di più facile e veloce lettura, specie per il neofita, il testo di Luca Reteuna " Cure dolci cure - Le medicine naturali in Italia", un viaggio nel mondo delle medicine naturali, per conoscerle meglio, scoprire il loro rapporto con la scienza ufficiale e imparare ad utilizzarle nella maniera più efficace. Edito da Effatà, isbn 9788874025886.

Per quanto riguarda il concetto di "mutamento" del concetto di malattia presente nella medicina ufficiale con un orientamento metodologico troppo spesso ispirato ad una eccessiva velocità e tecnologicizzazione una ottima analisi è posta dal prof. Vito Cagli (docente di semeiotica medica e malattie infettive) nel suo testo "La crisi della diagnosi - Cosa è mutato nel concetto e nelle procedure della diagnosi medica", edito da Armando Editore, isbn 9788860811714.

Sulla crisi della medicina ufficiale mi permetto anche di segnalare il testo di uno dei maggiori bioetici mondiali, Daniel Callahan, che nella sua opera "La medicina impossibile" analizza le utopie e gli errori della medicina moderna pur riconoscendole risultati e valori, ma ridimensionando i benefici e auspicando una medicina più sostenibile. Edito da Baldini Castoldi Dalai, isbn 9788860735232.

Di contro se la medicina ufficiale non soddisfa più entrano in scena terapeuti e guaritori di ogni sorta che spesso promettono miracoli utopistici ponendosi all'interno della galassia della medicina alternativa. Per scoprire figure di estrosi ciarlatani e di sinistri santoni un testo molto godibile è quello dello psichiatra e criminologo Jean-Marie Abgrall "I ciarlatani della salute" , edito da Editori Riuniti, isbn 8835946999.

Una visione un po' più di parte ma che, seppur con le dovute cautele e con tutto il buon senso che serve, traccia una buona guida per mettere in guardia il lettore da terapie inutili e cure dannose, ponendo leciti dubbi sulla medicina preventiva e analizza lo stato di "religione" assunto dalla medicina ufficiale, con i suoi dogmi e le sue figure baronesche è il testo della giornalista americana Lynne Mc Taggart "Ciò che i dottori non dicono", edito da Macro Edizioni, isbn 8862290985. Ricco di ottimi spunti, ma va letto con spirito critico e distaccato... in fondo la verità sta sempre un po' nel mezzo!

Sulla stessa linea d'onda la tesi di uno dei più noti difensori dei diritti dei consumatori americani, Kevin Trudeau, che espone una tesi sconvolgente e documentatissima sollevando il coperchio del vaso di Pandora sugli inganni del business farmaceutico e alimentare. Sempre da prendere con le dovute cautele è però un buon punto di partenza per qualche riflessione personale. "Vogliono farti ammalare! Le cure naturali che il business sanitario ti nasconde", edito da Mondadori. Isbn 9788804571025

Un classico, per finire il filone dell'accusa verso la medicina ufficiale, è "Follie e inganni della medicina" che non risparmia nessuno, dal medico ufficiale cieco che antepone la sua autorità allo spirito critico, ai docenti universitari delle facoltà di medicina che raccontano la favola della "prevenzione" sino all'analisi durissima contro l'omeopatia ed altre pratiche terapeutiche naturali. Scritto da un medico specialista in oncologia e da un medico dirigente del dipartimento di salute pubblica, Petr Skrabanek e James Mc Cormick, è edito da Marsilio. Isbn 8831756656 ( mi permetto di precisare che non è facile reperirlo).

Sul problema centrale della prevenzione e sul costante confronto tra il piano delle prove scientifiche e quello delle applicazioni pratiche una riflessione critica che pone le basi ad una innovativa proposta di fondazione di una morale pubblica è data dall'epidemiologo Paolo Vineis nel suo testo "Prima della malattia" edito da Marsilio, isbn 8831767305.

Per chi volesse invece addentrarsi in un percorso bellissimo ma assai più "complicato" per le notevoli implicazioni filosofiche ed etiche sull'argomento della "scienza sotto attacco" il testo di riferimento è senza dubbio quello del professore di fisica teorica John Ziman che analizza la natura e i modelli operativi della prassi scientifica con non poche sorprese. " La vera scienza" edizioni Dedalo. Isbn 9788822002198.

L'ultimo testo che mi sento di consigliare per una infarinatura generale sul concetto di medicina, da cui partire per comprendere sino in fondo anche il mondo della medicina naturale, è " Prima lezione di medicina", scritto da un medico laureato anche in filosofia che definisce, a mio parere, quale sia davvero la missione del "curare". Consigliatissimo specie agli studenti universitari, ma apprezzabile da chiunque ami la medicina, il testo di Giorgio Cosmacini è edito da Laterza. Isbn 9788842088493

 Ho volutamente proposto tutti testi reperibili e di "costo" abbastanza contenuto ma di contenuti "senza prezzo".... Buona lettura e alla prossima !

Dr. Angelo Carli

 
 

Share

 

 

 

 
 

 torna alla sezione Medicina Naturale

 

Il reflusso gastroesofageo nei bambini

Il reflusso gastroesofageo è un fenomeno piuttosto diffuso nei bambini, specialmente nei lattanti.

L'esofago è separato dallo stomaco dallo sfintere esofageo inferiore, anello muscolare che normalmente si chiude quando lo stomaco, pieno di cibo, si contrae; nei bimbi ciò non avviene del tutto, per cui  una parte di cibo torna indietro.
Si verificano quindi quei fenomeni di rigurgito e vomito così frequenti, appunto, nei neonati.

Si verificano diversi gradi di reflusso.
Nella maggior parte dei casi i sintomi sono rappresentati da rigurgiti che non influiscono con l'accrescimento del bimbo e quindi non devono allarmare i genitori. Non è necessario alcun trattamento farmacologico.
Verso il settimo mese di vita il problema si risolve con l'assunzione di pasti solidi e la posizione verticale durante il pasto stesso.

In altri rari casi invece il rigurgito è molto frequente e abbondante e quindi non solo interferisce con il normale incremento di peso, ma causa anche esofagiti con dolore associato.

In tal caso si deve ricorrere al medico pediatra che consiglierà le terapie più adeguate, che sono di tipo dietetico, posturale e farmacologico.

La diagnosi può essere fatta tramite la ph-metria  delle 24 ore che consente la registrazione , nel corso di 24 ore, del numero di episodi di reflusso e della loro correlazione con la postura del bimbo e l'assunzione di cibo.

Per ridurre il problema si deve evitare l'assunzione di latte in modo troppo vorace e i  cambiamenti frequenti della posizione del bimbo durante e dopo i pasti.
Meglio perciò cambiarlo prima della pappa.

Solitamente non è necessario cambiare tipo di latte.

Per facilitare la digestione può essere utile tenere il bimbo in posizione adatta e cioè non troppo  sdraiato, anche elevando leggermente il piano del materasso in corrispondenza del tronco.

Se il disturbo è eccessivo ci si deve rivolgere al pediatra che valuterà la situazione per riconoscere un'eventuale malattia da reflusso gastroesofageo.

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

torna all'indice bambini

 Share/Bookmark  
   

Mettersi a dieta

     
 

Il professionista che si occupa di nutrizione o di dietologia non è più unicamente colui che ha il compito di far dimagrire il paziente, ma soprattutto colui che deve riequilibrare  il più complesso e ampio comportamento della persona al fine di fargli recuperare un corretto rapporto con il cibo, sia in un’ottica di calo ponderale, sia in una di recupero di una sana e corretta nutrizione, base della prevenzione delle malattie e fondamenta di una buona salute individuale.  Bisogna rendere il paziente partecipe delle sue scelte alimentari, facendolo diventare il protagonista della sua alimentazione e non , come spesso accade, facendolo rimanere soggetto passivo di schemi dietetici vissuti come impropri e costrittivi, innaturali e inadatti al proprio modo di essere e di vivere.

L’approccio pertanto deve essere personalizzato, basato sui ritmi biologici di vita di ognuno, sulla propria costituzione, sul proprio profilo metabolico, sui propri ritmi di lavoro. Dieta pertanto fattibile, sentita come parte di Sé.  E’ questa sensazione spesso che porta la persona a impegnarsi ad affrontare disagi piccoli o grandi affinché la dieta non venga vissuta più come imposta e univoca, ma come qualcosa di cui il paziente stesso finisca con l’appropriarsi e con l’identificarsi, non più come privazione alimentare, bensì come passaggio indispensabile per fruire poi di una vita migliore.

Migliorare l’alimentazione comporta quindi un miglior modo di essere, di presentarsi agli altri, di vivere.

Non ci si può limitare soltanto a dimagrire,per poi ritrovarsi punto e a capo, ma bisogna voler capire cosa c’è dietro al proprio sovrappeso, affrontandolo in modo costruttivo, con pazienza, con determinazione e con disponibilità al cambiamento.

Cambiare! Nella vita e nella testa. Agire sul proprio modo di vedere le cose e sul proprio comportamento. Ecco il minimo comun denominatore : cambiare lo stile di vita per arrivare alla piena autogestione nutrizionale.

La base fondamentale della salute fisica e psichica è un’alimentazione NON fondata sulle abitudini e sulle tradizioni, ma plasmata sulle conoscenze scientifiche dei complessi meccanismi biologici che regolano la vita cellulare e dai fattori che vi intervengono. La correzione di squilibri nutrizionali, di intolleranze alimentari, di un alterato rapporto tra cibo e psiche rappresenta un obiettivo della medicina preventiva; consente di portare un importante contributo al miglioramento di numerose turbe metaboliche e psicologiche.

Il vecchio modello nutrizionale diceva: mangia troppo, ingrassa, fai la dieta, dimagrisci. Ma non è così semplice né così facile. Infatti, esiste un modello più complesso, il quale mostra che il desiderio di dimagrire conduce alla dieta, la quale porta a un desiderio incontrollabile per il cibo e ad una riduzione dell’autocontrollo fino a tornare a mangiare in eccesso, e quindi al recupero del peso perduto con un conseguente bisogno di ricominciare daccapo, il che comporta modificazioni metaboliche che rendono più difficile il dimagrimento e più facile l’ingrassamento (motivo per il quale una dieta fatta in precedenza che ha funzionato,se ripetuta dopo qualche tempo potrebbe non funzionare più).

Tutto ciò ribadisce il concetto di necessità di sviluppare un progetto di trattamento più ampio, che prevede l’azione del professionista, un’opportuna integrazione di supporto e, laddove necessario, anche un approccio comportamentale finalizzato a modificare lo stile di vita, soprattutto alimentare, del paziente. In poche parole: nutrizione, integrazione, comportamento.

Inoltre, al fine di mantenere corpo e mente “in forma”, oltre a una nutrizione corretta e ad uno stile di vita sano, risulta utile se non indispensabile anche praticare una regolare attività fisica (bastano 30 minuti di camminata veloce al giorno). Quest’ultima trova molteplici indicazioni e permette svariati benefici tra cui il miglioramento della funzionalità respiratoria, favorisce la vascolarizzazione del cuore contribuendo a prevenire gli infarti, stimola e supporta la circolazione, riequilibra il quadro lipidemico  (grassi nel sangue), con riduzione dei trigliceridi, del colesterolo cattivo (Ldl) e aumento del colesterolo buono (Hdl). Funge anche da scarico dell’alterato rapporto tra emozioni e cibo: contiene lo stress, migliora il tono dell’umore e aumenta il senso di autostima, mitiga la cosidetta “fame nervosa” e favorisce da un lato il recupero e dall’altro il mantenimento di un corretto peso corporeo.

Stare bene nella propria quotidianità (tempo libero, lavoro,famiglia) incrementa il rendimento psico-fisico di ciascun individuo con ricadute positive e benefiche a tutti i livelli. Quindi: prima di tutto CAMMINARE!  La passeggiata agisce favorevolmente sul sistema nervoso grazie alla sua intrinseca influenza antistress, calmante ed equilibrante. Dalla passeggiata alla corsa (jogging) il passo è breve e utile. Il jogging infatti sollecita la totalità dei muscoli del corpo, rappresentando un eccellente stimolo funzionale per l’apparato cardiovascolare e per quello locomotore. Una alternativa può essere la bicicletta, anche se sollecita una massa muscolare minore, ma risulta più indicata in soggetti con forte sovrappeso o per persone con problematiche a carico dell’apparato locomotore. Infine, il nuoto è indiscutibilmente una delle discipline più consigliate e consigliabili.  Tonifica, supporta la circolazione veno-linfatica, sollecita la muscolatura a vari livelli, risulta fondamentale per le funzioni di coordinamento motorio e di resistenza. Ma non basta un semplice bagnetto. Occorre che la nuotata sia intensa anziché temporalmente lunga ma di scarso impegno. Inoltre deve essere fatta almeno 3/4 volte alla settimana. Ricordarsi sempre che “è colui che riposa che arrugginisce!”.

 

 

 Dr. Angelo Carli

 
 

 torna alla sezione Medicina Naturale

torna ad Altri Argomenti

 
     

Gli anziani e lo sport

 

Lo sport è benefico ad ogni età e nell'anziano è fondamentale per mantenere il benessere psicofisico e per prevenire molte patologie, quali ictus ischemico, diabete tipo II, osteoporosi, depressione, ansia, problemi cardiovascolari.

La longevità è determinata da fattori genetici ed è legata anche al sesso ed alla specie, ma molti sono gli elementi che vanno ad influire su di essa; tra questi l'esercizio fisico è fondamentale.

Esso, infatti, provoca una serie di fenomeni che vanno a modificare diversi meccanismi biologici: il cuore accelera i battiti, la circolazione sanguigna migliora, la respirazione si fa più frequente e profonda, la pressione del sangue sale fisiologicamente.

Tutti questi eventi proteggono, a livello cardiovascolare, dall'aterosclerosi e dalle sue complicanze in quanto fanno smaltire i grassi riducendone il deposito sulle pareti vascolari.

Anche l'osteoporosi, degenerazione del tessuto osseo che provoca fragilità delle ossa stesse, viene contrastata dall'attività sportiva che provoca un aumento del contenuto minerale delle ossa, con riduzione del rischio di fratture.

Quindi gli anziani che praticano attività fisica stanno meglio e sono più longevi. I benefici, però, non sono solo fisici; anche l'attività cerebrale viene migliorata dagli esercizi aerobici.

Basta camminare per qualche chilometro alcune volte alla settimana per conseguire ottimi risultati.

Bisogna tener presente che il movimento dev'essere proporzionato alla forma fisica ed all'età del soggetto; solo così si potrà avere un giovamento. Lo sport che richiede uno sforzo fisico troppo intenso è deleterio in molti casi, specie negli ultrasettantenni.

E' comunque indispensabile una visita medica prima di decidere se e quale attività motoria scegliere.

I corsi collettivi di ginnastica per anziani favoriscono la socializzazione con altre persone e danno la possibilità di essere seguiti da insegnanti di educazione fisica qualificati che sono in grado di correggere errori di esecuzione o esigenze esagerate nei confronti delle proprie prestazioni.

Se non vi sono patologie in atto tali da sconsigliarli, quindi, è bene effettuare regolarmente esercizi aerobici di leggera intensità.

L'invecchiamento sarà così più equilibrato e lento in quanto l'anziano non solo trarrà beneficio fisicamente, ma avrà anche un miglior atteggiamento nei confronti del proprio corpo che, nonostante l'età, si dimostrerà ancora efficiente ed attivo.

Prima di intraprendere qualsiasi attività fisica chiedere consiglio al medico.

torna all'indice

 Share/Bookmark  
   

La prevenzione delle cadute nell'anziano

 

Con l'età, specialmente oltre i 75 anni, aumenta il rischio di cadute, e con questo aumentano anche i rischi di fratture del femore che comportano un'assistenza sanitaria costante.

Le cadute sono più frequenti in coloro che ne hanno già fatto esperienza in quanto la paura di cadere, portando ad una situazione psicologica sfavorevole all'adempimento delle consuete attività quotidiane, ne facilita l'avverarsi.

E' perciò molto importante evitare le cadute per far sì che l'anziano sia efficiente ed autonomo.

I fattori che influenzano la predisposizione alle cadute sono molteplici.
I dolori articolari, la fragilità ossea, la ridotta forza muscolare, la minor prontezza di riflessi, condizioni patologiche (deficit visivi , morbo di Parkinson, Alzheimer, epilessia, problemi cardiovascolari), l'uso di  particolari farmaci ( ad esempio quelli  per favorire il sonno, o contro ansia e depressione, farmaci antiallergici, antiipertensivi, farmaci per l'epilessia), fattori ambientali ( superfici scivolose, scarsa illuminazione, calzature inadeguate, assenza di appigli, tappeti, fili volanti).

Il medico quindi valuterà la presenza o meno di queste condizioni favorenti e interverrà consigliando la rimozione di tutti quei fattori che possono agire negativamente nella normale conduzione di vita del paziente: interverrà sui dosaggi dei farmaci, consiglierà l'apposizione degli stessi a caratteri ben chiari sulle confezioni o su un foglio a parte, in modo da evitare confusione, consiglierà un'attività fisica adeguata tale da mantenere efficiente la forza muscolare e l'equilibrio.

L'attività fisica migliora anche l'umore  e le condizioni generali di salute.

Per quanto riguarda l'ambiente domestico si dovranno eliminare tappeti e pavimenti a cera, scaffali troppo alti che possono indurre all'utilizzo di scale, posizionare corrimano presso ostacoli e gradini, eliminare prolunghe, installare luci di emergenza che possano intervenire in caso di assenza improvvisa di energia elettrica, mettere punti luce da lasciare accesi durante la notte, eventualmente con sensore crepuscolare, tappeti antiscivolo nella doccia e nella vasca, un cicalino di emergenza nel bagno. 

Utile anche il telesoccorso per coloro che vivono da soli.
Altri accorgimenti consistono nell'evitare di chiudersi a chiave nelle stanze, nel porre attenzione ai pavimenti bagnati, alle strade sconnesse, nel calzare calzature comode, chiuse e con suola di gomma.

ATTENZIONE: Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

torna all'indice

 Share/Bookmark  
   

Ipersensibilità ai farmaci

Le reazioni avverse ai farmaci sono più rare di quanto si pensi, anche se in continua crescita a causa dell'aumento del consumo di farmaci.

Non si devono infatti confondere con gli effetti tossici dovuti alla dose eccessiva assunta, che possono verificarsi anche in soggetti non allergici e sono piuttosto frequenti, rappresentando circa l'80% dei casi.
Il restante 20% , dovuto ad ipersensibilità ai farmaci, si suddivide ulteriormente tra casi di allergia vera e propria e casi di intolleranza.

Le reazioni allergiche propriamente dette sono dovute ad un meccanismo immunologico con liberazione di istamina e coinvolgimento degli anticorpi, mentre  quest'ultimo fattore non è presente  nelle reazioni pseudoallergiche.
I farmaci più coinvolti nelle reazioni allergiche sono le penicilline ed in minor misura sieri eterologhi, insulina, enzimi ed anestetici locali.

Le reazioni pseudoallergiche invece sono solitamente provocate da analgesici, acido acetilsalicilico, FANS, e, in minor percentuale, mezzi di contrasto iodati utilizzati in radiologia, sulfamidici e plasma expander utilizzati nelle ipotensioni gravi.
Le reazioni sono rappresentate da allergie cutanee, fenomeni asmatici, per arrivare nei casi più drammatici allo shock anafilattico.

Non è facile valutare il rapporto causa-effetto tra assunzione di farmaci e manifestazione clinica di reazioni avverse. Anche altri fattori influiscono sulla statistica degli eventi: spesso è facile confondere i sintomi della malattia con quelli della reazione e inoltre queste non sempre vengono segnalate dai pazienti o dal personale sanitario.

Esistono pochi test diagnostici per pochi farmaci e piuttosto complicati.

Il test di tolleranza è il più utilizzato e consiste nel trovare un altro farmaco alternativo che sia ben tollerato.
Sarebbe auspicabile testare il farmaco a dosaggi bassissimi prima di utilizzarlo.

Cautela ed attenzione  vanno adottati anche nell'utilizzo di prodotti naturali, fitoterapici, omeopatici e integratori dietetici.

 torna all'indice

 Share/Bookmark  
   

Distorsioni, lussazioni e strappi muscolari

Le distorsioni, le lussazioni e gli strappi muscolari possono verificarsi in seguito a cadute o movimenti sbagliati.

La distorsione è una lesione della capsula e dei legamenti, a volte  con lacerazione, ma senza rottura; provoca una fuoriuscita di sangue nella sede articolare per cui si verifica gonfiore e tumefazione. Ci può essere anche dolore intenso e il movimento è bloccato.

Interessa di solito la caviglia, il ginocchio e il polso, è favorita da un tono muscolare insufficiente  ed è provocata da un movimento brusco che sposta l'articolazione portando i capi articolari al di là dei limiti fisiologici.
E' più frequente negli adulti che nei bambini.

In caso di distorsione bisogna mettere l'arto in posizione sollevata, applicare una borsa del ghiaccio e rivolgersi al medico, anche per escludere la presenza di fratture.

Quando la perdita di contatto dei due capi è permanente si parla di lussazione; questa  è frequente a livello della spalla e comporta la fuoriuscita della testa dell'omero dalla cavità in cui è alloggiato (cavità glenoide). Comporta lacerazioni più o meno gravi della capsula articolare e dei legamenti. Il dolore può essere più o meno intenso e aumenta tentando il movimento.

Può essere causata da un trauma a livello di uno dei due capi articolari o a distanza, con un meccanismo in cui l'arto agisce da leva. La lussazione può essere associata a frattura.
Può interessare il gomito, il collo del piede o il ginocchio.

Si deve intervenire sollevando l'arto e applicando un impacco freddo.
Ci si deve sempre rivolgere a un medico tempestivamente per evitare complicazioni.

Lo strappo muscolare è la rottura di fibre del  muscolo per eccessiva sollecitazione: torsione violenta, sforzo eccessivo, stiramento.

Il dolore tende ad aumentare con il passare delle ore e limita il movimento; si possono anche verificare gonfiore ed ematoma.

Se ad essere colpito è un arto, questo va sollevato e mantenuto fermo, si deve applicare una borsa del ghiaccio.
Il medico darà le indicazioni necessarie su eventuali terapie.

Per prevenire gli strappi muscolari è bene effettuare sempre un buon riscaldamento prima dell'attività fisica.

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

torna all'indice patologie

torna all'indice bambini

 Share/Bookmark  
   

Igiene e cura dei capelli

     
 

L'igiene e la cura dei capelli sono di fondamentale importanza e quindi si deve porre particolare attenzione alla scelta dei prodotti per non incorrere in errori che possano danneggiare la nostra capigliatura.

Lo shampoo è il primo strumento per avere capelli puliti, ma deve essere anche adatto al tipo di capelli altrimenti il risultato sarà deludente. Solo così si avranno capelli lucenti, morbidi e facilmente pettinabili.
Dovremo quindi scegliere uno shampoo diverso a seconda che si trattino capelli secchi, grassi o normali, o che ci siano problematiche particolari come la forfora o la caduta dei capelli.

Esistono in commercio shampoo specifici per ogni tipo di capelli e sarà sufficiente chiedere consiglio al nostro Farmacista di fiducia per effettuare una scelta oculata.

Il lavaggio dei capelli dovrà essere accurato: dopo aver bagnato tutta la capigliatura con acqua calda si dovrà distribuire lo shampoo in modo uniforme e poi massaggiare il cuoio capelluto con movimento rotatorio delle dita facendo attenzione a non graffiarsi con le unghie.
Dopo il risciacquo si ripeterà l'operazione e infine si risciacquerà abbondantemente fino ad eliminare ogni traccia di schiuma.

Dopo il lavaggio si potranno utilizzare altri prodotti: un balsamo o una crema per rendere i capelli più morbidi e pettinabili, una lozione trattante antiforfora oppure anticaduta a seconda delle problematiche da risolvere.
Anche in questo caso il consiglio del Farmacista è di fondamentale importanza per scegliere prodotti efficaci e sicuri.

 
     

 torna all'indice

Viaggi ed allergie

Coloro che soffrono di allergia devono prendere alcune precauzioni prima di affrontare un viaggio.

Chi soffre di allergie respiratorie deve tenere presente che le variazioni climatiche possono essere fattori scatenanti del disturbo; se ci si reca in un paese dal clima umido i pollini saranno più diffusi perché più rigogliosa è la vegetazione, mentre in un luogo dal clima secco saranno presenti pollini in minor quantità, ma sarà più diffusa la polvere.

I pollini sono meno diffusi al mare  perché la brezza li allontana e li abbatte ed anche  in montagna ad alta quota, essendoci meno vegetazione.
Prima di partire è bene informarsi sulle fioriture consultando il calendario dei pollini, se si resta in Italia, o chiedendo informazioni all'ente turistico del paese in cui si intende andare.

Sarebbe bene portare con sé una dichiarazione medica scritta in inglese indicante le allergie di cui si soffre e le terapie necessarie in caso di emergenza.
Comunque è ovviamente buona norma mettere in valigia i farmaci di cui si fa uso abitualmente in modo da non correre il rischio di rimanerne sprovvisti.
Infatti molti farmaci reperibili facilmente in Italia non lo sono all'estero.

Se si viaggia in auto bisogna curarne a fondo la pulizia e in viaggio  è meglio utilizzare l'aria condizionata piuttosto che tenere i finestrini aperti,questo per evitare che entrino nell'abitacolo polvere e pollini. Bisogna anche effettuare periodicamente la pulizia dei filtri dell'aria.

Sui mezzi pubblici bisogna evitare gli scompartimenti per fumatori.

La pulizia delle camere d' albergo è molto importante per evitare che acari ed allergeni scatenino una reazione imprevista. Per questo bisogna avvertire il personale che curi in modo particolare questo aspetto ed eventualmente, se possibile, si possono richiedere cuscini e coprimaterassi antiallergici.

torna al vademecum 

 Share/Bookmark  
   

Dentizione nei neonati

Alla nascita ogni bimbo ha già nell'osso alveolare  i germi dentari da cui si svilupperanno i dentini veri e propri. Il periodo in cui cominciano a spuntare i primi denti varia molto da un soggetto all'altro ed è legato anche a fattori ereditari. Solitamente avviene intorno ai sei mesi, ma può accadere anche prima o molto dopo.

I primi sintomi sono rappresentati da salivazione abbondante, gengive gonfie, stimolo a mordere, a volte febbre, tosse e diarrea, calo dell'appetito.
Anche tutti questi segnali comunque sono molto soggettivi.

L'aumento della salivazione deriva dal fatto che il tendersi delle mucose gengivali provoca irritazione e disagio e causa quindi una maggiore produzione di saliva.  Le gengive gonfie possono causare dolore e quindi il bimbo può essere irritabile e agitato e avere meno appetito.

Esistono in commercio dei gel che alleviano questo disagio: rivolgetevi al pediatra per farvi consigliare sul prodotto da utilizzare.
E' consigliabile inoltre evitare cibi e bevande troppo caldi che accentuerebbero il problema.

Il bambino tende a mordere tutto ciò che gli arriva a portata di mano perchè le gengive irritate ricevono sollievo dal massaggio. E' quindi opportuno fornire al bimbo oggetti studiati appositamente e  reperibili in farmacia. Si tratta di giocattoli speciali in gomma morbida che possono anche essere refrigeranti e quindi da porre in frigo prima dell'utilizzo: il freddo infatti è un innocuo ma utile anestetico.

Il calo di appetito va assecondato: le gengive infiammate impediscono una normale alimentazione e quindi il bimbo preferisce alimenti liquidi e non troppo caldi.

Può anche verificarsi la comparsa di febbre o di altri sintomi come tosse o diarrea, ma non sempre questi sono da correlare all'eruzione dentaria. Bisogna sempre consultare il pediatra per avere una giusta diagnosi e escludere altre patologie. La maggiore salivazione può effettivamente influire sull'aspetto delle feci  così come altri disturbi possono essere legati al fatto che durante la dentizione cambia la composizione della  saliva  con conseguente calo delle difese immunitarie, ma è pur sempre vero che altre possono essere le cause, specialmente se la febbre è molto alta o la diarrea è particolarmente accentuata.

E' bene effettuare un'igiene orale accurata e controlli periodici dal dentista.

SCHEMA DI DENTIZIONE

Incisivi centrali superiori: tra il 7° e il 9° mese

Incisivi laterali superiori: tra l'8° e il 10° mese

Primi premolari: tra il 12° e il 18° mese

Secondi molari: tra il 24° e il 30° mese

Incisivi centrali inferiori: tra il 6° e l'8° mese

Incisivi laterali inferiori: tra il 10° e il 12° mese

Canini: tra il 18° e il 24° mese

Primi denti permanenti: tra i 6 e i 9 anni

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

torna all'indice bambini

 

Share

 
   

Cellule Staminali

Sorgente

Area Veterinaria

Cerca Libri

Star bene con la Musica

Seguici su...

Seguici su Facebook

Contatore accessi

Numero di accessi al sito:
9377444